Come scrivere un CV passo dopo passo
Un CV non ha bisogno di parole complicate. Deve mostrare, in una pagina, cosa sai fare e perché vale la pena contattarti. Questa guida ti accompagna dal foglio bianco al file pronto da inviare.
5 minuti di letturaAggiornato il 19.10.2026
In questa guida
Che cos’è un CV e a cosa serve?
Un CV è un documento breve che risponde a tre domande: chi sei, cosa hai fatto e cosa sai fare. Non è una biografia né un modulo ufficiale. Serve a ottenere un colloquio: la decisione di assumere arriva dopo.
Chi riceve candidature legge molti CV di seguito e cerca, in pochi secondi, l’informazione che collega la persona al ruolo. Perciò non conta scrivere molto: conta mettere ciò che serve dove si trova subito.
L’esempio qui sotto è un CV completo di una pagina, con le sezioni nell’ordine abituale. I dati sono fittizi. Nel corso della guida vedrai ognuna di queste parti in dettaglio.
Giulia Rossi
Assistente amministrativa
- Milano
- +39 312 345 6789
- giulia.rossi@example.com
- linkedin.com/in/giuliarossi
Profilo
Assistente amministrativa con esperienza nel servizio clienti, nella gestione documentale e in Excel. Desidero supportare un team operativo con precisione e chiarezza.
Esperienza
Assistente alle operazioni
Logistica Nord · Milano
2023 — attuale
- Gestione degli ordini dei clienti, dalla registrazione alla consegna.
- Organizzazione di documenti e fogli di calcolo condivisi.
- Collaborazione quotidiana con un team di sei persone.
Formazione
Laurea in Gestione
Università degli Studi di Milano
2022 — 2025
Competenze
- Strumenti:
- Excel · Word · Outlook · CRM
- Lingue:
- Italiano (madrelingua) · Inglese (B2)
- Attività:
- Servizio clienti · fatturazione · agenda
Progetti
Sistema di inventario scolastico
Excel · convalida dei dati · presentazione
2025
Da dove parti?
Non tutti arrivano qui dallo stesso punto. Scegli la frase che ti descrive e passa alla parte che ti serve: la guida resta coerente anche letta tutta d’un fiato.
Inizia da qui
1. Raccogliere le informazioni prima di scrivere
Metà del tempo perso a scrivere un CV se ne va a cercare date e nomi. Raccogli prima tutto, su carta o in un file qualsiasi, e solo dopo scrivi. In questa fase non deve essere bello.
Cosa raccogliere
- Date di inizio e fine di ogni lavoro e corso.
- Nomi corretti di aziende, scuole ed enti.
- Il telefono e l’e-mail che usi davvero.
- Certificati, patente di guida e corsi completati.
- Strumenti, programmi e attrezzature che sai usare.
- L’annuncio della posizione a cui ti candidi.
Se non ricordi una data esatta, indica mese e anno. È meglio di una data inventata che poi non coincide con quello che dici al colloquio.
2. Intestazione: come ti contattano
L’intestazione ha una funzione pratica: permettere che ti contattino. Servono il nome, il ruolo che cerchi e i recapiti su cui vuoi essere raggiunto. Nient’altro.
- Nome: come ti chiamano tutti i giorni. Non serve il nome completo del documento d’identità.
- Ruolo: la posizione che cerchi, non uno slogan. «Assistente amministrativa» basta.
- Telefono ed e-mail: quelli che consulti davvero. Un indirizzo con il tuo nome si legge meglio di un vecchio soprannome.
- Località: la città o la regione, utile quando il lavoro è in presenza.
- Link: LinkedIn o portfolio, solo se sono aggiornati.
Giulia Rossi
Assistente amministrativa
- Milano
- +39 312 345 6789
- giulia.rossi@example.com
- linkedin.com/in/giuliarossi
3. Profilo professionale: le tre righe più lette
Il profilo sta subito sotto l’intestazione ed è spesso l’unica parte letta con attenzione alla prima lettura. In due-quattro righe risponde a tre cose: chi sei, cosa sai fare e quale ruolo cerchi.
Poco informativo
«Persona dinamica, responsabile e con grande capacità di lavorare in squadra.»
Più informativo
«Assistente amministrativa con esperienza in servizio clienti, fatturazione e gestione documentale. Cerco un ruolo di supporto a un team operativo.»
Perché: La prima frase potrebbe essere di chiunque e non è verificabile. La seconda dice il settore, le attività che hai svolto e cosa cerchi: tre cose che chi legge ha bisogno di sapere.
Se è il tuo primo CV, il profilo parte da un altro punto: al posto dell’esperienza, usa la formazione e la pratica che hai già.
Struttura da adattare
[Settore o formazione] con esperienza o pratica in [due competenze rilevanti]. Cerco un ruolo di [tipo di ruolo] dove applicare [una competenza dimostrabile].
Sostituisci i campi tra parentesi quadre con i tuoi dati. La stessa struttura vale per commercio, industria, sanità, logistica, servizi, settori creativi o tecnologia.
Giulia Rossi · Assistente amministrativa
Profilo
Assistente amministrativa con esperienza nel servizio clienti, nella gestione documentale e in Excel. Desidero supportare un team operativo con precisione e chiarezza.
4. Esperienza professionale: cosa hai fatto, non solo dove
Ogni esperienza inizia con quattro dati: ruolo, azienda, luogo e date. Sotto, due o tre righe su cosa facevi. Parti dalla più recente.
Qui sta quasi tutta la differenza tra un CV vago e uno utile. Un’attività descritta con il suo contesto dice a chi legge cosa sai fare dal primo giorno.
Poco informativo
«Responsabile del servizio clienti.»
Più informativo
«Servizio clienti di persona e al telefono, registrazione degli ordini e gestione dei reclami.»
Perché: La seconda versione dice il canale, le attività e il tipo di situazione che hai già gestito. La prima può significare cose molto diverse da posto a posto.
Giulia Rossi · Assistente amministrativa
Esperienza
Assistente alle operazioni
Logistica Nord · Milano
2023 — attuale
- Gestione degli ordini dei clienti, dalla registrazione alla consegna.
- Organizzazione di documenti e fogli di calcolo condivisi.
- Collaborazione quotidiana con un team di sei persone.
5. Formazione: cosa includere e in che ordine
Indica corso, istituto e date, dal più recente al più vecchio. Se hai già esperienza professionale rilevante, la formazione va dopo l’esperienza. Se stai iniziando, viene prima.
Quando hai concluso un corso di laurea o professionale, non serve dettagliare la scuola superiore. Aggiungi corsi brevi, certificazioni o formazione pratica se hanno attinenza con la posizione, e lascia fuori ciò che non aggiunge nulla.
Giulia Rossi · Assistente amministrativa
Formazione
Laurea in Gestione
Università degli Studi di Milano
2022 — 2025
Progetto finale: miglioramento dell’inventario di un’associazione locale.
6. Competenze: poche, concrete e vere
Separa ciò che è verificabile da ciò che è una caratteristica personale. Strumenti, programmi, attrezzature, lingue e attività specifiche si possono confermare a un colloquio. «Proattivo» o «dinamico» no: quelle qualità si vedono nella descrizione dell’esperienza, non in un elenco.
Poco informativo
«Informatica di base, lavoro di squadra, proattività, dinamismo.»
Più informativo
«Excel (tabelle pivot e grafici), Outlook, CRM per il servizio clienti, inglese B2.»
Perché: Il secondo elenco si può verificare e dice a che livello usi ogni strumento. Il primo occupa una riga senza informare.
Raggruppare aiuta a leggere: strumenti da una parte, lingue dall’altra, attività a parte. Evita barre, stelle e percentuali di padronanza: sono valutazioni inventate da chi scrive e non significano lo stesso per chi legge.
Giulia Rossi · Assistente amministrativa
Competenze
- Strumenti:
- Excel · Word · Outlook · CRM
- Lingue:
- Italiano (madrelingua) · Inglese (B2)
- Attività:
- Servizio clienti · fatturazione · agenda
7. Progetti: prove quando manca l’esperienza
Progetti scolastici, tirocini, volontariato, lavori personali o aiuto in un’attività di famiglia valgono come prova pratica. Non devono essere stati retribuiti per dimostrare competenze reali.
Scrivi il nome del progetto, gli strumenti usati e due o tre righe su cosa hai fatto e cosa è stato completato. Se esiste un risultato pubblico — un sito, un portfolio, un repository — aggiungi il link.
Giulia Rossi · Assistente amministrativa
Progetti
Sistema di inventario scolastico
Excel · convalida dei dati · presentazione
2025
- Ho organizzato la registrazione dei materiali.
- Ho aggiunto controlli per ridurre gli errori di inserimento.
- Ho presentato il risultato e applicato i riscontri ricevuti.
8. Scegliere il modello del CV
Il modello non sostituisce il contenuto, ma decide la facilità di lettura. La scelta dipende da due cose: quante informazioni hai e il tipo di ruolo a cui ti candidi.
- Una colonna: lettura lineare, scelta prudente quando non sai come verrà elaborato il documento.
- Due colonne: separa contatti e competenze dal percorso; funziona meglio quando quegli elenchi sono brevi.
- Compatto: aiuta a stare in una pagina, ma non evita di tagliare ciò che non serve.
- Editoriale o creativo: ha senso quando la presentazione fa parte del lavoro.
Nessun modello garantisce il superamento dei sistemi automatici di selezione. Puoi vedere i layout disponibili nella Galleria di modelli e cambiare modello più tardi senza perdere quello che hai scritto.
9. Revisione finale prima di inviare
La revisione è il passaggio che salva più candidature ed è quello che si salta più spesso. Fai questo controllo con il documento davanti, meglio il giorno dopo.
Lista di controllo
- Telefono ed e-mail sono corretti e sono quelli che usi.
- Le date non si sovrappongono e non lasciano vuoti inspiegati.
- Ogni affermazione può essere spiegata a un colloquio.
- Non ci sono errori di ortografia né parole ripetute.
- I titoli delle sezioni sono chiari e coerenti.
- Il documento si legge bene su telefono e su computer.
- Le informazioni più rilevanti per la posizione sono nella prima metà.
- I link si aprono e portano a pagine aggiornate.
Falla leggere a qualcuno. Chi non conosce il tuo percorso nota subito le frasi che non si capiscono.
10. Esportare e inviare
Invia sempre un PDF, a meno che l’annuncio non chieda un altro formato. Un PDF mantiene l’impaginazione su qualsiasi computer; un file di testo può aprirsi con un altro carattere e disallineare tutto.
Dai al file un nome chiaro — per esempio, nome-apelido-curriculo.pdf — e aprilo dopo l’esportazione, per confermare che sia come te lo aspettavi.
Gli errori più comuni in un CV
- Scrivere per tutti: un CV generico risponde male a qualsiasi annuncio preciso.
- Elencare qualità senza prove: gli aggettivi non dimostrano nulla senza un esempio dietro.
- Riempire il documento: il testo ripetuto per riempire la pagina rende solo la lettura più lenta.
- Lasciare recapiti non aggiornati: è l’errore più costoso e il più facile da evitare.
- Inventare date, ruoli o livelli di lingua: crolla al primo colloquio.
- Mischiare caratteri e allineamenti: un documento incoerente sembra trascurato.
- Inviare un file con un nome provvisorio: «documento1.pdf» non aiuta chi ne riceve decine al giorno.
Domande frequenti sui CV
Quante pagine deve avere un CV?
Una pagina di solito basta a chi ha poca esperienza. Con un percorso lungo, due pagine sono accettabili se la seconda aggiunge informazioni utili. Il criterio è l’utilità di ciò che c’è, non il numero di fogli.
Devo mettere la foto nel CV?
Dipende dal paese e dal contesto della candidatura. In alcuni paesi è ancora comune, ma resta facoltativa. Se la inserisci, usa una foto recente, con sfondo semplice e inquadratura di viso e spalle.
Cosa faccio se ho periodi senza lavoro?
Indica le date con onestà. Se in quel periodo hai studiato, assistito qualcuno, fatto volontariato o lavorato saltuariamente, puoi dirlo in una riga. Non serve giustificare ogni mese.
Devo indicare le aspettative salariali?
Solo quando l’annuncio lo chiede espressamente. Altrimenti l’argomento resta per il colloquio o per la lettera di presentazione.
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